Pallonetti a Napoli – Un gioco “di strada”

palla1

Ciclo dei giochi, Palazzo Borromeo di Milano

Fare il “pallonetto” a Napoli non è solo virtuosismo di piedi e forze vettoriali calcistiche, ma vuol dire anche attraversare spazi urbanistici, in versione “vicolo”, che legano il loro “onomastico” ad un antico gioco.

Scennere ‘abbasc o pallonett, attraversà o pallonett, rind’ o pallonett, sono la carnali indicazioni di quanti vivono o transitano per questi luoghi del cuore antico della città, legati per sempre dalla toponomastica ai santi in loco: Santa Chiara, San Liborio e Santa Lucia.

Sport di antica discendenza, nato per il divertimento della corta medicea nei primi del XV secolo, il gioco della palla finisce anche nella città partenopea, inizialmente degno di un’adeguata struttura al coperto, installata presso i giardinetti dell’attuale piazza Bellini. Spettatrice d’eccezione, ne scrisse, con fedele riporto, la penna del canonico Celano che lo ricorda, tra il Palazzo Conca e il convento di San Pietro a Majella, poggiare laddove il fossato delle mura greche del IV secolo a. C. era coperto: «Vi era un bellissimo luogo coverto, e forse il più ampio e comodo che fosse in Italia per giocare alla racchetta e al pallone» (edizione Celano-Chiarini).

IMG_6709Poi il giuoco napoletano, invidiato da tutto il bel paese per la sua comodità, finì per strada e nacquero allora i pallonetti all’aria aperta.

Da via Santa Chiara a via Mezzocannone, nel limite tra i quartieri San Giuseppe e Porto, il nome del vico Pallonetto a Santa Chiara cade in ripida discesa sul filo della cittadella francescana. Un gioco tanto famoso e gettonato, da togliere il posto al nome antico “vico della Gioiosa di Bernardino Rota”, un poeta battuto da una palla.

Tra la maglia storta e a volte un po’sporca del quartiere Montecalvario, sopravvive vico Pallonetto S. Liborio che serve la via di Pignasecca e omaggia nel nome la chiesa di San Liborio alla Carità. Più avanti la sfortunata meretrice della commedia eduardesca “Filumena Marturano” recitò un triste monologo sull’adolescenza rubata tra i bassi di questa Napoli.

Gradini, via, vico storto, vicoletto e compagnia cantando completano il terzo Pallonetto, quella di Santa Lucia, dove un nomea alquanto sconsigliata perseguita da anni il quartiere San Ferdinando, bello sul mare e ai piedi di Pizzofalcone. Tutto sotto lo sguardo “martirizzato” della santa che titola la chiesa dell’abitato.

Giovanni Postiglione

Annunci
Contrassegnato da tag

Vuoi saperne di più, dirci cosa ne pensi o richiedere info? Scrivici un commento qui sotto:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: