2. La terra dei miti

Pithekusa

Pithekusa

Nel nostro primo incontro abbiamo affrontato con leggerezza una seria di eventi e circostanze che accompagnarono la fondazione della nostra città. Facciamo ora alcune riflessioni. Chi erano questi baldi giovanotti che arrivarono sulle nostre coste? Da dove venivano e perchè partirono in massa ad ondate successive a partire dall’VIII sec.a.C.? La maggioranza di essi veniva dall’Ellade continentale altri dalle isole dell’Egeo. Erano in maggioranza uomini,alla ricerca di uno spazio vitale,di nuove terre da colonizzare,spesso in fuga per motivi di reale sopravvivenza,talvolta fuggivano da una tirannide dominante che non accettavano. Sembra strano pensare che la penisola ellenica e le isole dell’Egeo non potessero offrire rifugio e speranze di esistenza a nuove popolazioni ma in realtà era proprio così,non c’era spazio per altre genti nella maggior parte di quei luoghi perlopiù inospitali,dove l’interno era aspro ed arido, dove le coste erano per la gran parte già sotto il controllo delle popolazioni rivierasche,dove le possibilità di commercio erano limitate da questi fattori. Dove andare? In quell’epoca remota si viaggiava prevalentemente per mare,sottocosta per evitare il largo troppo pericoloso per quelle piccole navi. A viaggiare via terra non se ne parlava proprio,troppi ostacoli anche geografici,troppe popolazioni ostili,poi portarsi dietro viveri e vettovagliamenti era un problema insormontabile. Si sceglieva sempre il mare,quel mare che agli occhi dei più ardimentosi evocava sogni di libertà, nuove avventure e una nuova vita. Molte le direzioni prese. Alcuni si diressero verso Est,verso l’odierna Turchia colonizzandone le coste. Altri raggiunsero Creta e Cipro. Altri ancora osarono di più,affrontarono il mare aperto verso Ovest seguendo antiche leggende,seguendo le favole di antichissimi racconti preellenici. Cercavano Esperia la favolosa terra del tramonto,altri dicevano Enotria la mitica terra di Dioniso. Partirono in tanti alla ricerca di quel mito,lasciando la loro terra e le loro famiglie dietro di sé,il loro unico vero bagaglio era la voglia di avventura,la sete incoercibile di nuove conoscenze e nuove possibilità. Inconsapevolmente stavano gettando le fondamenta della civiltà occidentale,stava nascendo l’uomo moderno. Molti non raggiunsero mai la loro meta,molti altri invece riuscirono a circumnavigare la Sicilia,altri addirittura a passare nello stretto,nacque la terribile leggenda di Scilla e Cariddi. Videro finalmente terra e i loro occhi si illuminarono quando capirono che il Sole tramontava sul mare…Il loro viaggio era terminato,sì era proprio lei,non erano favole i racconti degli antichi,quella terra mitica esisteva davvero,era Esperia la terra del tramonto. Quelle antiche genti però non seguivano unicamente i miti,le antiche leggende favoleggiavano non solo di Poseidone o di terribili mostri marini ma anche di sale e di ferro ed anche in questo i racconti tradizionali avevano molto di vero. Ben presto i nuovi colonizzatori si resero conto che quella terra avrebbe offerto loro le possibilità che cercavano,si trovarono infatti nel bel mezzo di una rotta che non conoscevano ma che sarebbe diventata vitale per loro,una rotta antichissima,quella del ferro dell’isola d’Elba e quella del sale della Sicilia. A causa di ciò avrebbero conosciuto i mercanti fenici e avrebbero conosciuto e poi aspramente combattuto un popolo di cui ignoravano l’esistenza,gli Etruschi. Trovarono finalmente un’isola non molto grande e non troppo distante dalla costa,un’isola strana veramente,dove i segnali degli dei erano continui. Presero la circostanza come positiva,anche se ebbero paura. Si fece con terrore il nome dei Lestrigoni, gli esseri feroci e giganteschi che lanciarono macigni verso le navi di Odisseo. Superarono quelle paure e sbarcarono,chiamarono quell’isola Phitekusa l’isola delle scimmie,fu la prima colonia greca d’Occidente. Con essi portarono non solo le armi e le speranze ma anche le loro leggende,in quelle acque videro nuotare la sirena Parthenope,la videro morire su una spiaggia deserta. Tutto nasce da lì. Noi che leggiamo e scriviamo siamo l’unica ragione per la quale essi sono vissuti e sono morti.

Enzo Di Paoli

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